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Sull’inedia e sulla crisi dello scrittore (o del fotografo)

2025-11-17 21:28

Daniele Salviato

Sull’inedia e sulla crisi dello scrittore (o del fotografo)

Sono mesi che non mi fermo a scrivere, più per assenza di tempo che di idee. Lavoro e famiglia hanno assorbito le mie energie; ma se da una parte sto

Sono mesi che non mi fermo a scrivere, più per assenza di tempo che di idee. Lavoro e famiglia hanno assorbito le mie energie; ma se da una parte sto comunque portando avanti alcuni progetti fotografici, il sito è stato trascurato. Quindi quale occasione migliore per tornare a scrivere se non per parlare della così detta “crisi del fotografo”?

 

Credo si tratti di un processo fisiologico nella vita di ogni fotografo (ma posso tranquillamente dire di ogni hobbista); tutti ci siamo passati almeno una volta. Un momento di immobilità da cui sembra di non poter fuggire, stretti nella morsa dell’inedia e della frustrazione. Nulla ci stimola, neppure le cose che prima ci appassionavano. La routine ci sembra scontata e inadatta ai nostri standard (per monotonia o perché non più corrispondente alla nostra crescita) e finiamo per brancolare nel vuoto, senza prendere decisioni o trovando scuse e motivazioni per non progredire. Le cause sono molteplici: aspettative troppo alte, stress, insoddisfazione, fisiologico calo di interesse, per citarne alcune. Personalmente l’ho passato alcuni anni fa: uscire con la macchina fotografica, cosa che prima era uno standard, era diventato un peso e finivo con non scattare mai. Ho fatto viaggi in cui ho scattato 3 foto, giustificandomi in ogni modo. La mia motivazione era legata al progressivo passaggio dal piacere di scattare “fine a sé stesso” alla necessità di raccontare una storia…e se non visualizzavo la storia, le foto non avevano motivo di esistere. Per diverse settimane mi sono interrogato se continuare o abbandonare questo hobby che sentivo sempre meno mio.

 

Senza tediarvi oltre sulla mia storia, vorrei rassicurarvi ricordandovi che ci sono diversi modi di superare questa fase. Non li ho inventati io, ma persone ben più preparate sia da un punto di vista autoriale (scrittori, fotografi, etc) che psicologico. Sono tutti consigli più o meno scontati, ma che, in diversi tempi e modi, mi hanno aiutato. Piccolo inciso: eviterò, nell’elenco che segue, di invitarvi a spendere soldi per obiettivi costosi, conviti che questo possa aiutarli a superare momenti di crisi. E’ di sicuro il modo più errato di affrontare una crisi di identità fotografica e rischiereste di trovarvi senza idee e molto più poveri del previsto (sono disposto a ricredermi quando avrò raggiunto la crisi di mezza età!).

 

In primis: leggete! Leggere apre la mente, amplia la nostra conoscenza; ci pone di fronte a nuove domande e a nuove risposte; ci fa scoprire mondi e idee nuove; ci permette di approfondire cose che davamo per scontate. Leggete di fotografia, di storia, di geopolitica, di cultura e folklore; leggete libri, biografie, riviste, cataloghi e fumetti. Leggete quello che volete ma fatelo! Approfondite i vostri hobby alternativi e le vostre curiosità: orto, bonsai, sport, animali, famiglia…sono tutte storie che possono nascere e possono riavvicinarvi alla vostra vena fotografica. Il progetto Bacò è nato casualmente mentre approfondivo il concetto di agricoltura sinergica e la permacultura: ho scoperto un modo di vivere la terra diverso che, nei vari approfondimenti, mi ha introdotto alla realtà degli ecovillaggi. Allo stesso modo guardate video, documentari e progetti fotografici. Youtube è contemporaneamente un pozzo di idiozie e di cose veramente interessanti che possono essere la base per nuove storie. Prendete ispirazione da quanto è già stato scritto o fatto da altri, professionisti o non. Se serve, copiateli (un esercizio che non mi piace ma che ha profondo valore educativo e di studio)! Arriverà il tempo per le idee originali, ma qui si parla di superare una vera e propria crisi mistica. Visitate mostre, luoghi e manifestazioni; frequentate circoli fotografici, conferenze, letture portfolio e incontri con l’autore. Incuriositevi alle realtà locali e alle tradizioni. Anche se li avete visitati mille volte, guardate tutto con occhio nuovo e non scontato, come se foste alla vostra prima visita. Trovate curiosità e storie dei vostri luoghi.

 

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Datevi dei piccoli compiti e portateli a compimento. Piccoli progetti (6-8 foto), anche insignificanti, che vi stimolino e vi tengano attivi. Una gita al museo, un evento, una festa, un lavoro da compiere. Anche un pranzo domenicale! In un momento di noia ho fatto un lavoro simile mentre preparavo la pasta alla Norma per il pranzo domenicale! Un lavoro bello? Decisamente no! Degno di nota? Poco importa! E’ un modo per mantenersi allenati e può aiutarvi anche a esplorare nuovi stili o nuove idee. Prendete un soggetto (un monumento, un angolo o un incrocio della vostra città, etc.) e declinatelo in ogni salsa fotografica vi venga in mente. Icaro è nato casualmente, ma è diventato un appuntamento fisso ad ogni viaggio e un modo per resistere.

 

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Alcuni si trovano bene anche a scrivere. Scrivete, create delle piccole storie o dei racconti brevi. Non deve essere articolato e non deve essere degno di Tolstoj o Pirandello, ma deve essere spontaneo. Stimola la fantasia e riattiva la parte emozionale, che dovrebbe essere alla base di ogni lavoro.

Senza dilungarmi oltre, ogni strumento che stimoli la vostra mente è utile per superare la crisi. La parte difficile, come sempre, è fare il primo passo. Ricordatevi che non siete i primi e non sarete gli ultimi. Ma che questa deve essere una buona occasione per arricchire il proprio bagaglio.